Fine estate, il gelato al fico: sta bene anche in cucina
Il gelato al fico è un must della fine dell’estate. In gelateria è uno tra i gusti più scelti del periodo, anche perchè, una volta assaggiato, è davvero impossibile farne a meno. Vista la disponibilità scarsa di fichi e la loro lavorazione dal fresco, è un prodotto altamente stagionale e disponibile in edizione limitata quindi vale la pena approfittare della sua presenta in banco fin da subito e non lasciarselo scappare!

Il gelato al fico che proponiamo è in sostanza un sorbetto, ovvero un gelato super cremoso preparato senza l’utilizzo di latte, ma possiede solamente una base acqua. Utilizziamo fichi freschi di varietà a buccia scura che ci porta il nostro amico Fabio di Orto-Lab, che coltiva con passione e in modo biologico alcuni ortaggi e la frutta.
Il gelato al fico si presenta dal colore leggermente rosato, con puntinature rappresentate dai suoi acheni, ovvero il frutto vero e proprio di questa pianta. Sì, perchè il fico in realtà (come la fragola) è un falso frutto: è un’infiorescenza chiamata siconio.
Appena lo si porta alla bocca, è impossibile non riconoscerne l’aroma per via retro nasale: fico all’ennesima potenza. Ben si percepisce anche la sua cremosità, che si amalgama alla perfezione con la presenza massiccia di fibra vegetale, poi la dolcezza, mai invadente e ben equilibrata.
Che sia un cono gelato, una coppetta o una vaschetta da portare a casa, il gelato al fico è un gusto da assaggiare.
Il gelato in cucina: per un risotto o un dessert a fine pasto
Il gelato al fico, così come il suo frutto fresco, ben si presta ad essere utilizzato in cucina. Noi lo abbiamo provato con due ricette, una salata e una per il fine pasto.
Un gelato perfetto da abbinare al formaggio, ad esempio allo Stracchino del Monte Bronzone (affinato e selezionato dalla famiglia Capoferri, affinatori della zona da 4 generazioni): quello estivo e prodotto con il latte crudo proveniente dagli animali che vivono negli alpeggi ubicati proprio sopra il lago d’Iseo, dalla sponda bergamasca. Si tratta di un formaggio con qualche settimana di stagionatura, dall’aroma intensa e dalla pasta bella gialla, data dai carotenoidi presenti nei fiori e nelle essenze spontanee di cui si cibano gli animali all’aperto. Abbiamo quindi tostato per bene del riso vialone nano in una padella con un filo di olio e l’abbiamo portato a cottura in modo neutro, con semplice acqua bollente salata. Dopo averlo impiattato, abbiamo disposto sulla sua superficie una quenelle di gelato al fico e completato il piatto con una pioggia di mandorla affettata.




Poi il fine pasto, con il gelato al fico abbinato al crumble al cioccolato e al Blu di capra, sempre a firma Capoferri. Dopo aver unito una quenelle di gelato al crumble, che regala infinita croccantezza, abbiamo poggiato una fettina di erborinato accanto, per gustarlo a piacere. L’aroma del fico si sposa alla perfezione con la forza gustativa del formaggio scelto: matrimonio che viene reso saldo dalla presenza in sottofondo del cacao. Complesso e goloso, un fine pasto semplice e divertente.
Un gelato senza lattosio e senza glutine preparato a partire da frutta fresca locale e secondo stagione, poi unito ad altri tesori locali: un modo per raccontare con gusto il nostro lago e i territori che lo circondano.



